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Fattoria CASE ROSSE soc. coop.a.r.l.

La nostra storia

La cooperativa CASE ROSSE nasce negli anni ottanta come cooperativa di conduzione terreni ad indirizzo cerealicolo, viticolo, olivicolo e foraggero. Nel 1992 ha creato, in seno all’azienda, uno dei primi agriturismi delle Marche che ancora oggi si contraddistingue per la prelibatezza delle pietanze offerte. Nel 2005 ha realizzato, in seguito al riconoscimento del marchio DOP all’oliva tenera ascolana, un impianto di 2ha di tenera che si è aggiunto ai 6ha in precedenza coltivati.

Turismo rurale

L’ ATTIVITA’ DI TURISMO RURALE “ CASE ROSSE” nasce da una felice intuizione di Ugo  negli anni ’90. Ugo aveva capito che quella casa colonica, ristrutturata, poteva essere un volano per l’economia della sua azienda. L’olio, le olive, gli ortaggi, l’uva, le farine, sapientemente trasformati in pietanze antiche, divennero e lo sono ancora, il fiore all’occhiello dell’agriturismo.

Prodotti

L’oliva tenera prodotta viene lavorata presso i laboratori dell’azienda, secondo quanto previsto dal disciplinare di produzione. Tutti i nostri prodotti sono realizzati in maniera artigianale, avendo cura di scegliere materie prime di alta qualità, acquistati da produttori locali di cui è certa l’affidabilità. Inoltre, sfruttando l’opportunità della filiera corta, la cooperativa Case Rosse riesce a mantenere un elevato rapporto qualità prezzo.

Fattoria Case Rosse

La lavorazione delle olive ascolane

STORIA DELL’OLIVA TENERA ASCOLANA

La coltivazione della pianta di olivo nel territorio Piceno risale addirittura ai Fenici e ai Greci e già dai tempi dei Romani essa era conosciuta ed apprezzata. La storia registra che Marziale, in un epigramma, accenna all’oliva picena come stimolatore di appetito e che Plinio le riteneva migliori fra tutte quelle italiane. Erano i tempi in cui i Romani venivano riforniti da Ascoli, attraverso la Salaria di olive,vino, ortaggi. E proprio le olive, messe in dei contenitori ripieni di acqua di mare , durante i numerosi giorni di viaggio si addolcivano fino a diventare commestibili.

LAVORAZIONE DELL’OLIVA TENERA ASCOLANA

L’oliva di media dimensione, tenera, dolcissima e ricca di polpa, viene raccolta ancora verde e accuratamente a mano.Segue la fase della deamarizzazione che la priva del sapore amaro che è caratteristico del frutto ancora verde
Furono i monaci benedettini olivetani a utilizzare, a tale scopo, la tecnica della concia delle olive utilizzando il “ranno”, liquido alcalino ottenuto sciogliendo una parte di calce viva con 4-5 parti di cenere di legno in acqua. Oggi loliva si conserva con la salamoia: prima deamarizzata con soda il cui eccesso viene asportato con ripetuti lavaggi, l’oliva subisce la fase di fermentazione ; successivamente è collocata in recipienti con acqua salata ed aromatizzata con il finocchio selvatico, erba dal profumo intenso, frequente nelle nostre zone. Alcune ricerche bibliografiche fanno risalire al 1800 la nascita della tradizione legata alla farcitura ed alla frittura delle olive da tavola secondo metodo e ricette ancora in uso. La tradizione popolare ritiene che l’origine dell’oliva farcita e fritta sia stata un’esigenza di recupero delle carni di risulta dei banchetti e dei pranzi che si tenevano nelle famiglie abbienti.